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Conone
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mwbgConone (in greco antico Κόνων?, Kónōn; 440 a.C. circa – 390 a.C. circa) è stato un politico ateniese.
Contents
• Morte
• Note
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Biografia
Primi incarichi
Nulla è noto della sua infanzia e della sua giovinezza; la sua carriera militare e politica cominciò durante la mwdaguerra del Peloponneso quando, nel mwdq414 e mwdg413 a.C., fu a capo della flotta di stanza a Naupatto, nel golfo di Corintocite-ref-1[1].
Scontro con Callicratida
Nel mwja406 divenne il primo dei dieci strateghi eletti al comando in luogo di mwjqAlcibiadecite-ref-4[4]. Ben presto, tuttavia, dovette subire l'iniziativa del navarco spartano mwkgCallicratida che, forte di oltre 140 navi, si diresse a mwkwMithymna, sull'isola di mwlaLesbo: dopo un breve assedio la città capitolò.
La posizione di Mithymna era estremamente importante per Atene in quanto Callicratida avrebbe potuto espandere facilmente il controllo a tutta l'isola di Lesbo, spianando la strada per portare la sua flotta nell'mwlgEllesponto interrompendo la linea commerciale dalla quale passava il grano diretto ad Atene. Perciò, per difendere Lesbo, Conone dovette spostare la sua flotta, numericamente inferiore, da Samo alle isole mwlwHekatonnesi, vicino a Mithymna.cite-ref-5[5]
Conone, tuttavia, sorpreso da mwnqCallicratida a mwngMitilene, fu costretto a ritirarsi nel porto e, con una squadra ridotta a sole 30 triremi, mwnwsubì il blocco navale nemico. A stento poté inviare una nave ad Atene per informare la città della situazione: fu, infine, liberato da una flotta di soccorso inviata da Atene, la quale sconfisse Callicratida nella mwoabattaglia delle isole Arginuse.cite-ref-6[6]cite-ref-7[7] Riottenne il comando quando tutti i suoi colleghi furono deposti a seguito del processo degli strateghicite-ref-8[8].
Egospotami
In un primo momento gli spartani si limitarono ad attaccare e conquistare le isole ateniesi nel mare Egeo fino a sbarcare in Attica allo scopo di sviare la squadra navale nemicacite-ref-12[12]. Conone, di stanza a Samo, prese ad inseguire Lisandro che riuscì a sfuggirgli e a rifugiarsi ad Abido; da lì prese Lampsaco, interrompendo la rotta che portava i rifornimenti di grano ad Atene.
Conone, poco dopo, raggiunse mwxaSesto dove posero la propria base in una zona priva di porto e con scarse possibilità di approvvigionamentocite-ref-13[13], come, peraltro, fece notare mwyqAlcibiade, esule in quell'area, agli ammiragli presenti, mwygTideo e mwywMenandro, che lo cacciarono viacite-ref-14[14].
Dopo alcuni giorni di inattività scoppiò la battaglia della quale esistono due resoconti e in cui l'apporto di Conone fu minimalecite-ref-15[15]: mwbqDiodoro Siculo riferisce che il generale ateniese che comandava durante il quinto giorno a Sesto, mwbgFilocle, uscì con 30 navi, ordinando agli altri di seguirlo.cite-ref-16[16]. Al riguardo, Donald Kagan ha commentato che la strategia ateniese, se questo resoconto è accurato, avrebbe dovuto essere quella di spingere i Peloponnesiaci ad attaccare per mezzo di una piccola flotta, per poi sorprenderli con una flotta più grande.cite-ref-17[17] Nello scontro il piccolo contingente fu immediatamente sconfitto, mentre il resto della flotta fu colto impreparato sulla spiaggia e ivi preso prigioniero.
mweaSenofonte, invece, riferisce che l'intera flotta ateniese uscì, come sempre aveva fatto in quei giorni e che Lisandro rimase in porto: quando gli Ateniesi ritornarono al loro campo, i marinai si sparsero in cerca di cibo ma, nel frattempo, la flotta di Lisandro arrivò da Abido e catturò la maggior parte delle navi sulla spiaggia, senza alcun combattimento sul mare.cite-ref-s21-18-0[18]
Qualunque sia il vero resoconto, il risultato fu chiaro: della flotta ateniese riuscirono a fuggire solo 9 navi, guidate da Conone. Una delle navi fuggite, la nave messaggera mwfgParalo, fu incaricata di informare Atene del disastro; il resto, con Conone, trovò rifugio presso mwfwEvagora I, il re di Cipro loro amico.cite-ref-s21-18-1[18]cite-ref-19[19]cite-ref-20[20].
Ruolo nella Guerra di Corinto
Dopo la presa di Atene rimase otto anni a mwjwCipro. Di là avviò trattative con i mwkaPersiani in particolar modo con il satrapo Farnabazocite-ref-n2-21-0[21] e, grazie alla sua collaborazione, poté, per lettera riferire al re Artaserse II, dei propositi di rivolta di mwlqTissafernecite-ref-n2-21-1[21] e di invasione da parte degli spartani di mwmgAgesilao II.
A seguito di ciò, nel mwna397cite-ref-22[22] o nel 396 a.C., secondo Senofonte, il re gli diede una fiducia tanto grande da dichiarare guerra a Sparta e a Tissaferne e, conferito a Conone il comando della guerra, gli ordinò di recarsi presso i Fenici e i Ciprioti allo scopo di armare una flottacite-ref-n4-23-0[23].
L'anno seguente, una volta ottenuti forti contributi dalle città dell'Ellesponto, sempre insieme a Farnabazo, mosse verso le coste del mw3aPeloponneso, le devastò e riuscì a stabilire una guarnigione sull'isola di Citera, di fronte alle coste della Laconia.
Dopo ciò si recò ad Atene dove fu ricevuto con onori e giubilo dei suoi concittadini e dove, provvisto di denari da Farnabazo, si adoperò per la ricostruzione delle mw3gLunghe mura di Atenecite-ref-33[33]cite-ref-d84-5-34-0[34].
Gli Spartani cercarono allora di giungere a trattative col governatore persiano mw6aTiribazo, presso il quale denunciarono il comportamento di Conone, che con il denaro persiano ricostruiva le mura di Atene e segretamente mirava a sottrarre la Ionia e le città eoliche in Asia Minore al Gran Re: quando Conone si recò presso di lui per giustificarsi, Tiribazo lo fece imprigionare a mw6qSardicite-ref-n4-23-2[23]cite-ref-d84-5-34-1[34].
Morte
Non si sa con certezza quale sia stata la sorte di Conone dopo questi eventi: è verosimile che non sia stato giustiziatocite-ref-35[35] o che, rimesso in libertà ed è questa l'opinione di Nepote, abbia trascorso gli ultimi anni della sua vita a mw-aCipro presso mw-qEvagora I, morendo intorno al mw-g390. Lasciò un figlio, mw-wTimoteo, anch'egli apprezzato stratego. La sua tomba e quella del figlio sorgevano ancora in Atene nel Ceramico, dove furono visitate da Pausaniacite-ref-36[36].
Note
cite-note-99. ↑ Aristotele, mwatyCostituzione degli Ateniesi, 34.
cite-note-2525. ↑ Isocrate, mwazsPanegirico, 100.
Bibliografia
Fonti antiche
• mwaeuTucidide, mwaeymwaecGuerra del Peloponneso (mwaegqui)
• mwae8Diodoro Siculo, mwafamwafeBibliotheca historica (mwafiqui)
• citerefnepoteCornelio Nepote, De viris Illustribus.
• mwafuPausania il Periegeta, mwafymwafcPeriegesi della Grecia (mwafgqui)
Fonti secondarie
• citerefasmontiLuca Asmonti, Conon the Athenian, Franz Steiner Verlag, 2015, ISBN 978-3515109017.
• citerefkaganDonald Kagan, La guerra del Peloponneso, Mondadori, 2006, ISBN 9788804526674.
• mwaf8(EN) William Smith (a cura di), Conon, in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870.
• mwageBarry S. Strauss, Thrasybulus and Conon: A Rivalry in Athens in the 390s B.C, in American Journal of Philology, vol. 105, n. 1, The American Journal of Philology, Vol. 105, No. 1, 1984, pp. 37-48, DOI:10.2307/294624, JSTOR 294624.
• mwagmKonon and the Great King's Fleet, in Historia, vol. 46, n. 3, Franz Steiner Verlag, 1997, pp. 257-269.
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itConóne, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaVincenzo Costanzi, CONONE, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiaConone, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Conon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefencyclop-dia-iranica(EN) Conone, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
• citerefgoodreads(EN) Conone, su Goodreads.